Sparta e Atene

La civiltà micenea apparve incentrata intorno ai palazzi: il luogo di potere politico, economico e religioso soverchiante, che dominava e organizzava la società e il territorio. Prima della fine del millennio il sistema venne meno.
La ripresa fu un processo lungo, che occupò i primi tre secoli del primo millennio. Questo processo si svolse in assenza di un dominio esercitato dall’alto della scala sociale. In particolare, anche le cosiddette monarchie precedenti alle póleis, erano forme di organizzazioni deboli e instabili. In queste condizioni si svilupparono le póleis, incentrandosi su dinamiche di autorganizzazione politica.
Gli Elleni, descritti da Erodoto, indicano differenti éthne, ma le principali sono: i Dori, gli Achei, gli Eoli e gli Ioni. I Dori risiedevano nel Peloponneso, gli Achei alla omonima regione denominata Acaia e parte dell’Arcadia, gli Eoli si erano stabiliti prima nelle isole di Lesbo e Tenedo, e poi sulle coste anatoliche in Eolide e, infine, gli Ioni migrarono dall’Attica e dal Peloponneso orientale verso le coste dell’Asia minore.
Sempre da Erodoto abbiamo la creazione del mito Spartano: i due popoli che si distinguevano tra i greci furono gli spartani (Peloponneso) e gli ateniesi (Attica).
Sparta era una città che in un remoto e non definito passato aveva le leggi peggiori fra tutti i Greci, ma grazie al legislatore Licurgo acquisì un buon ordinamento. In precedenza tutta la costa orientale del Peloponneso e l’area interna era appartenuta agli Argivi, ma quando Sparta ne ebbe il controllo Argo ebbe una reazione: i due contendenti si accordarono di risolvere la questione attraverso uno scontro, la cosiddetta «battaglia dei campioni». Nella battaglia campale che seguì gli spartani ne uscirono vincitori, quindi agli spartani fu concesso di farsi crescere i capelli solo al raggiungimento dell’età adulta, laddove fino a quel momento erano tenuti a portarli rasati (fu per questo che i ragazzi spartani portavano la testa rasata, chiara espressione simbolica di sottomissione); fu un’affermazione della superiorità spartana , i cui capelli facevano apparire più grandi, nobili e fieri. Gli Argivi, sconfitti, furono costretti a tagliarli.
L’egemonia del Peloponneso spettava a Sparta.
Stando a quando asserisce Erodoto, che indicò sette differenti éthne nel Peloponneso, distinti in due gruppi: quelli autoctoni e quelli dell’esterno (i Dori), nella tradizione le origini di Sparta sono nettamente connesse a questi ultimi.
Va fatto notare che a Sparta si hanno due re, e questo la definisce una diarchia con un ordinamento però prettamente oligarchico. Vi sono infatti due re (discendenti di Eracle e con carica ereditaria) e una serie di organi politici: l’Apella, la Gerousia e gli Efori.
L’Apella è l’assemblea degli spartani, a cui gli uomini possono partecipare dai trent’anni e che elegge la Gerousia, Quest’ultima è una specie di consiglio degli anziani composta da ventotto geronti di oltre sessant’anni con carica a vita; naturalmente di tutto questo facevano parte i due re.

Per quanto riguarda Atene, è Tucidide ci narra la sua nascita dall’unione di numerosi villaggi grazie a Teseo. Inoltre questo gruppo veniva affiancato nell’amministrazione e nell’elaborazione delle leggi da un consiglio detto Aeropago, composto da arconti. Il principale problema di questa forma di governo era però la disuguaglianza sociale e l’assenza di leggi scritte; il sistema si basava infatti su consuetudini secondo le quali gli aristocratici avevano sempre ragione.
Fu così che vennero istituite delle leggi scritte attribuite a Dracone, il primo legislatore. Queste leggi erano estremamente rigorose nelle condanne, ma altrettanto clementi per quanto riguardava i crimini commessi dagli aristocratici.
Il secondo legislatore, Solone, abolì la schiavitù per debiti, fece restituire le terre ai contadini e diede la libertà agli schiavi. Istituì inoltre una timocrazia, ovvero un tipo di governo in cui diritti e doveri del cittadino sono stabiliti secondo classi censitarie, cioè in base alle ricchezze possedute.
L’intento di Solone, ovvero limitare il potere degli aristocratici consentendo l’ingresso nella vita pubblica anche ad altre classi sociale, funzionò solo in parte. Infatti solo i pentacosiomedimni, ovvero i proprietari di grandi quantità di immobili, potevano ambire ad alte cariche politiche.
A Solone venne annoverata la nascita della democrazia ateniese (i tre ai quali viene associate sono Solone, Clístene e Efialte). È il primo modello di forma di governo democratica della storia occidentale, ed è senza dubbio uno degli esempi storici di modello politico a cui tutta la politica successiva, tanto democratica quanto non democratica, ha dovuto considerare. Nonostante si possano oscurare dei dubbi sulla natura e sostanza di tale modello – che lasciava esclusi gli schiavi e le donne –, rimane il fatto che la democrazia ateniese è ancora oggi un esempio di governo, buono o cattivo, ma pur sempre storicamente funzionante.
Questo sistema, però, diede adito al malcontento comune: fu così che si ricorse alla tirannide (la famosa tirannide di Pisistrato). Sotto Pisistrato Atene mantenne intatti i propri ordinamenti e le proprie leggi, ma fu solo apparenza: Atene era governata da un unico uomo, che interveniva direttamente nella nomina degli arconti e attribuiva le principali magistrature a uomini di fiducia. Tutto questo voleva dire che la pólis, intesa come comunità di cittadini che si autogovernavano, non esisteva più.
Costui non eliminò i problemi ma tenne a bada la popolazione.
Per farlo assicurò alla città un periodo di crescita economica e prosperità, inoltre fu abbellita l’acropoli e fu data alla religione una maggiore importanza.
Pisistrato morì nel 528 a.C. Gli successero i figli Ippia e Ipparco, che cercarono di proseguire la politica paterna. Ipparco fu ucciso nel 514 a.C. in una congiura di nobili. Ippia diede allora al regime un carattere dispotico e autoritario che provocò solo sofferenza; fu espulso da Atene nel 510 a.C. per opera soprattutto di aristocratici che intendevano riacquistare il potere.

Pubblicato da isottafranci

Scrittrice, illustratrice, pittrice e appassionata in storia

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