La Roma Imperiale ebbe inizio il 27 a.C. (27 a.C. – 14 d.C.), con Augusto viene fatta iniziare l’età imperiale e sarà lui il protagonista della scena politica romana, segnando il passaggio dal sistema repubblicano a un regime di fatto monarchico. Augusto non sopprime le magistrature repubblicane, ma ne limita i poteri decisionali: il princeps è il vero signore di Roma.
L’impero romano è una struttura alquanto complessa: centro e periferie sono strettamente connessi
da un efficiente apparato burocratico e amministrativo, del quale fanno parte anche i rappresentati dirigenti provinciali.
Grazie alla Pax Romana, l’impero prospera; ma che cos’era questa Pax Romana?
Detta anche Pax Augustea (entrata in vigore proprio nel periodo di Augusto), indicava la condizione di pace complessiva che caratterizzò i primi due secoli dell’impero. Fu un periodo di assenze di guerre di grandi dimensioni e di una stabilità politica. L’espressione Pax Romana o Pax Augustea aveva una marcata funzione ideologica e propagandistica, serviva cioè a giustificare e legittimare, agli occhi dei popoli dell’Impero il dominio di Roma. lo stato fu riorganizzato e diviso in regiones (Italia) e province (al di fuori della penisola). Lo scopo del princeps era dimostrare l’avvento di un cambiamento epocale che, chiusa la stagione delle guerre civili, era iniziata una nuova età dell’oro, segnata dalla pace e dalla prosperità.
A Roma non esisteva un principio dinastico per la successione, si diventava imperatori per via ereditaria, per adozione, con la forza e con l’approvazione del senato. Anche se con Augusto e i suoi successori detengono un potere quasi “assoluto”, in virtù di una somma di poteri individuali praticamente straordinari: l’imperium proconsolare su tutte le province (che dà diritto al comando di tutte le legioni), l’essere princeps del senato, ossia presidente (e quindi sono a capo dell’assemblea), la potestà tribunizia (essere sacri e inviolabili e avere diritto di veto per qualsiasi decisione presa dal senato), non mancheranno di essere anche la maggiore autorità religiosa.
L’impero è un sistema politico in cui il potere reale si centralizza nelle mani di una sola persona: l’Imperatore. Tale sistema fu inaugurato da Augusto (come già scritto), con l’introduzione della figura dell’Imperatore, il Senato divenne un semplice organo di rinforzo per il potere totalitario.
Il periodo che comprende l’Impero romano venne diviso in Alto Impero e Basso Impero, il primo periodo va dal governo di Augusto a quello di Diocleziano, mentre il secondo periodo comprende la reggenza di Diocleziano fino al declino dell’Impero Romano d’Occidente.
Fra gli anni 14 a.C. e 68 d.C. raggiunsero il potere vari discendenti di Augusto: Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone. La continuità dinastica fu interrotta dalla guerra civile che ebbe luogo nell’anno 68, durante il governo dei tre imperatori. Questo primo periodo di crisi dell’Impero fu superato dall’ascesa della dinastia Flavia. Dopo i Flavi subentrarono gli Antoni (Nerva, Traiano, Adriano, Antonio Pio, Marco Aurelio e Comodo). Poi si inaugurò la dinastia dei Severi (Settimo, Caracalla, Macrino, Eliogabalo e Alessandro).
Fu così che il potere assoluto dell’impero incominciò a indebolirsi progressivamente, fino a quando l’unica priorità di Roma fu la difesa delle frontiere dell’Impero dai continui attacchi dei popoli barbari e di quelli che provenivano dell’impero sasanide di Persia. A causa di questi attacchi il potere fu assunto dai militari (Anarchia Militare) che durò circa cinquant’anni. Questi imperatori-soldati avevano come unico scopo la lotta contro il nemico dell’Impero. Il debito che aumentava per sostenere le forze militari indebolì la popolazione, causando di riflesso la perdita dell’identità dell’Impero romano. Effetto di tale decadenza sociale ed economica fu la crisi religiosa, in parte incentivata dall’invasione di nuovi culti orientali.
Nel 284 d.C. una rivolta militare salvò l’Impero, proclamando imperatore Diocleziano. Durante il suo governo si instaurò la Tetrarchia, sistema politico che divideva l’Impero fra due Augusti e due Cesari. Ma il sistema, dopo l’abdicazione di Diocleziano, si dimostrò inefficiente. Iniziarono le persecuzioni dei cristiani da parte di Diocleziano (la Grande Persecuzione), un tentativo di annullare il rischio di invasioni ideologiche esterne.
Da qui si apre il Basso Impero: in questo periodo la capitale dell’Impero fu trasferita a Bisanzio, località che fu ricostruita per volere dell’Imperatore. Dall’otto novembre del 324 (data della sua inaugurazione) Bisanzio assunse il nome di Costantinopoli (città di Costantino).
Ma le lotte si estesero fino a quando Costantino diventò l’unico imperatore d’Occidente e successivamente istituì il Cristianesimo come religione ufficiale.
Con Teodosio l’Impero fu diviso fra i suoi due figli, Arcadio e Onorio, con la conseguente creazione dell’Impero Romano d’Occidente e d’Oriente. Nel 476 “cadde” l’Impero Romano d’Occidente, più che un crollo fu un cambiamento, dove l’Impero verrà traslato a Nord, mentre quello d’Oriente, posteriormente chiamato Impero Bizantino, sopravvisse fino al 1453, data della caduta di Costantinopoli (l’attuale Istanbul – un tempo dell’Impero ottomano fino al 1923).
Roma nell’età Imperiale